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Search Console · Novità

Il nuovo report di Search Console ti dice se le AI ti citano (ma non tutto)

Da qualche giorno il report "Generative AI" di Search Console non è più riservato a pochi: è visibile su tutte le proprietà verificate, in tutto il mondo. Per la prima volta puoi vedere, dati alla mano, se e quanto le tue pagine vengono mostrate dentro AI Overviews, AI Mode e i risultati generativi di Discover. È una notizia buona, ma va letta con attenzione: il report mostra meno di quanto sembri, e capire cosa manca è importante quanto capire cosa c'è.

Cosa è cambiato davvero

Google aveva introdotto questo report a giugno 2026, ma in modo graduale: prima un test limitato, poi un'espansione progressiva. Nelle settimane centrali di agosto è arrivato al pubblico globale — a tutte le proprietà verificate su Search Console, non più solo a un gruppo selezionato. Lo trovi in Rendimento → Generative AI, come scheda separata rispetto al report classico su clic e impression.

La logica è semplice: prima le impression generate dentro le risposte AI erano mescolate dentro i numeri "organici" normali, senza modo di isolarle. Ora hanno una lente dedicata. Google conta un'impression ogni volta che una tua pagina viene caricata e mostrata visivamente dentro un blocco di risposta generata — non basta che il contenuto sia "nel mazzo", deve essere effettivamente comparso nella risposta.

Perché conviene guardarlo comunque? Perché finora, per capire se un'AI ti citava, l'unica via era andarci a controllare a mano: fare domande a ChatGPT o a Google, sperare di ricadere nel campione giusto, e sperare che il risultato fosse rappresentativo. Un dato strutturato, anche parziale, cambia le cose: puoi finalmente monitorare un trend nel tempo invece di affidarti a controlli sporadici e soggettivi.

Cosa vedi (e cosa no)

Il report filtra per data, paese, dispositivo e pagina: puoi capire quali URL del tuo sito vengono ripresi dalle AI, quando, e da dove nel mondo arrivano quelle impression. Utile, ma con tre buchi che è meglio conoscere prima di trarre conclusioni:

  • Nessun dato sui clic. Vedi che una pagina è stata citata, non se quella citazione ha portato qualcuno sul sito. Per ora la lente si ferma alla visibilità, non arriva al traffico.
  • Nessuna query o prompt. Non saprai mai con quali domande esatte un utente ha fatto comparire la tua pagina. Google la tiene anonima, anche per evitare che qualcuno inizi a ottimizzare per singole formulazioni invece che per argomenti reali.
  • Nessuna "posizione". Il concetto di primo, secondo, decimo risultato non si applica: dentro una risposta generata non esiste un ordine fisso da inseguire, e i layout delle AI Overviews cambiano di continuo con test A/B lato Google.

In pratica: è un contatore di visibilità, non ancora uno strumento di attribuzione. Google stessa, presentando il report, ha detto che continuerà a "lavorare con i proprietari dei siti per capire quali metriche aggiungere nel tempo" — leggila come conferma che oggi è una prima versione, non il prodotto finito.

Due dettagli tecnici che vale la pena conoscere prima di usarlo: la tabella è limitata a mille righe per esportazione, e i dati sono elaborati su fuso orario del Pacifico, non quello italiano — se confronti i numeri con altri report di Search Console e i totali non tornano al centesimo, è quasi sempre questo lo scarto, non un errore. C'è anche un controllo nuovo, pensato per chi preferisce restarne fuori: un toggle per escludere esplicitamente i propri contenuti dalle risposte generative, separato dal classico blocco crawler nel robots.txt.

Cosa farci, in pratica

Anche con questi limiti, il report vale la pena di essere guardato con un minimo di metodo:

  • Controlla se compari, prima di tutto. Se il report è a zero da settimane su tutte le pagine, il problema non è "ottimizzare per l'AI": è che probabilmente mancano ancora le basi SEO che ti fanno entrare nell'indice da cui le AI pescano le risposte.
  • Guarda quali pagine vengono citate, non quali vorresti tu. Spesso non sono le pagine prodotto o servizio a comparire, ma contenuti informativi — guide, FAQ, approfondimenti. È un indizio su cosa scrivere di più, non un caso.
  • Incrocia i paesi. Se hai un sito multilingua o servi più mercati, il filtro per paese ti dice dove le AI ti stanno già trovando e dove sei invisibile — utile per capire dove investire prima.
  • Non inseguire il numero da solo. Senza clic collegati, un'impression in crescita non è ancora un risultato di business. Trattalo come un indicatore di direzione, non come un KPI su cui costruire un report per il capo.
  • Controllalo mensilmente, non ogni giorno. I numeri delle AI si muovono a scatti — un lancio di nuova funzione lato Google, un test A/B sui layout, e il conteggio cambia senza che tu abbia toccato nulla. Un confronto mese su mese dice di più di dieci controlli in una settimana.

A margine: l'aggiornamento anti-spam di agosto

Sempre in questi giorni, il 18 agosto, Google ha rilasciato ufficialmente l'August 2026 spam update, pubblicato sul suo status dashboard come applicato "a livello globale e in tutte le lingue", con un rollout previsto in pochi giorni. È il terzo aggiornamento anti-spam del 2026, dopo quelli di marzo e giugno. Vale la pena distinguerlo da un core update vero e proprio: un core update ridiscute come Google pesa la qualità in generale, uno spam update va a colpire pratiche specifiche già vietate dalle linee guida — link comprati, contenuti scraped, cloaking e simili. Se il tuo sito gioca pulito, in teoria non c'entra nulla. "In teoria" perché un po' di danno collaterale, su siti che non facevano nulla di scorretto, capita comunque: se nei giorni scorsi hai visto un calo insolito, prima di allarmarti guarda se coincide con queste date, e verifica in Search Console se ci sono azioni manuali — di solito non ce ne sono, ed è solo rumore che si assesta da solo in pochi giorni.

In sintesi

Il nuovo report non ti dice ancora se le citazioni AI ti portano clienti, ma ti dice finalmente se esisti agli occhi delle AI. È il primo passo prima del prossimo, non un punto d'arrivo: usalo per capire dove sei invisibile, non per farci una classifica.

Vuoi sapere se le tue pagine hanno le basi per comparire nelle risposte AI, prima ancora di guardare il report? Analizza il tuo sito con il tool gratuito, oppure leggi come lavoriamo sulla SEO per le AI generative. Domande specifiche? Le risposte più comuni sono nelle FAQ, oppure scrivimi direttamente.