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SEO check fai-da-te: 15 controlli in 15 minuti (con tool gratuito)

Non serve un audit da mille euro per capire se un sito ha problemi SEO evidenti. Bastano quindici minuti e i controlli giusti, fatti nell'ordine giusto, per scoprire l'80% dei problemi che tengono un sito fuori dalle prime pagine di Google. Qui trovi la checklist che uso davvero prima di qualsiasi preventivo — con un tool gratuito per velocizzare la parte tecnica.

Perché un SEO check fai-da-te ha senso prima di pagare qualcuno

Molti imprenditori arrivano a una consulenza SEO senza sapere nemmeno se il problema è tecnico, di contenuti o di semplice mancanza di tempo dedicato. Un controllo fatto in casa, anche superficiale, cambia la conversazione: invece di "il mio sito non si vede su Google" arrivi con "la homepage non ha meta description e tre pagine chiave danno errore 404" — e quello è un problema che si risolve, non un mistero da svelare. Non sostituisce un audit professionale, ma ti fa risparmiare tempo (e soldi, se il problema è banale) prima di chiedere un preventivo.

Divido i controlli in tre blocchi: quello che Google deve poter leggere, quello che l'utente vede, e quello che ormai leggono anche le AI generative. Trascurare l'ultimo blocco nel 2026 è come ignorare il mobile nel 2015.

Blocco 1 — Le basi tecniche (5 controlli)

  • Il sito è indicizzato? Cerca su Google site:tuodominio.it. Se non esce nulla, Google non conosce il sito: è la prima cosa da sistemare, prima di pensare a qualsiasi altra ottimizzazione.
  • Esiste ed è raggiungibile la sitemap XML? Prova ad aprire tuodominio.it/sitemap.xml. Se dà errore o è vuota, i motori di ricerca faticano a scoprire le pagine nuove.
  • Il file robots.txt blocca qualcosa per errore? Un Disallow: / lasciato da uno sviluppo in staging dimenticato di togliere è un classico che azzera la visibilità di un intero sito.
  • Il sito è HTTPS su tutte le pagine? Un lucchetto mancante, o peggio contenuti misti http/https, è un segnale negativo sia per Google sia per la fiducia dell'utente.
  • Quanto è veloce la homepage su mobile? La velocità di caricamento resta un fattore di ranking diretto e, soprattutto, il primo motivo per cui un visitatore se ne va prima ancora di leggere una riga.

Blocco 2 — Contenuti e struttura (5 controlli)

  • Ogni pagina ha un title e una meta description unici? Title duplicati o mancanti su più pagine confondono Google su quale pagina mostrare per quale ricerca.
  • C'è un solo H1 per pagina, e dice davvero di cosa parla la pagina? Un H1 generico ("Benvenuti") o assente è un'occasione persa: è il primo indizio semantico che dai al motore di ricerca.
  • I link interni funzionano? Un sito con link rotti (404) verso pagine proprie racconta a Google che la manutenzione è ferma da tempo.
  • Le immagini hanno un testo alternativo (alt) sensato? Oltre all'accessibilità, l'alt text è ancora uno dei pochi segnali testuali che Google ha su un'immagine.
  • I contenuti rispondono davvero alla domanda che porta l'utente sulla pagina? È il controllo più soggettivo ma il più determinante: una pagina tecnicamente perfetta che non risponde alla query giusta non si posizionerà comunque.

Blocco 3 — Prontezza per la ricerca generativa AI (5 controlli)

Con AI Overviews e ChatGPT che ormai intercettano una fetta crescente delle ricerche, i controlli SEO tradizionali non bastano più da soli. Vale la pena aggiungere questi cinque, pensati per la SEO per le AI:

  • Il contenuto risponde in modo diretto nelle prime righe? I motori generativi tendono a citare frasi che rispondono subito alla domanda, non paragrafi introduttivi lunghi prima del punto.
  • Esiste dati strutturati (schema.org) sulle pagine chiave? FAQ, prodotto, articolo: lo schema aiuta i sistemi AI a capire cosa sta leggendo, non solo Google.
  • Il sito ha un file llms.txt o comunque contenuti facilmente estraibili? È ancora una pratica giovane, ma alcuni crawler AI la usano già per orientarsi.
  • I numeri e i dati citati nel sito sono verificabili e aggiornati? Un modello linguistico che deve scegliere una fonte da citare tende a preferire contenuti con dati concreti e datati, non affermazioni generiche.
  • Il brand è citato in modo coerente fuori dal sito? Recensioni, profili, menzioni su altri siti: le AI generative attingono anche da lì per decidere se e come citarti.

Come fare tutti questi controlli in 15 minuti, non in 3 ore

Fare a mano tutti e quindici i controlli, pagina per pagina, richiederebbe ore anche su un sito piccolo. Per velocizzare la parte tecnica e di contenuto ho reso pubblico il tool di analisi SEO gratuita che uso anche nei miei audit: inserisci l'URL, il tool analizza il sito su quattro aree (tecnica, contenuti, prestazioni, prontezza AI), assegna un punteggio e restituisce un piano d'azione con le priorità — cosa sistemare per primo e perché. Non sostituisce l'occhio umano su contenuti e strategia, ma automatizza esattamente i controlli tecnici e strutturali di cui sopra, in pochi minuti invece che ore.

Una volta fatto il check, il passo successivo dipende da cosa emerge. Se i problemi sono pochi e circoscritti, spesso si risolvono anche internamente. Se invece emergono più criticità insieme — tecniche, di contenuto e di prontezza AI — ha più senso un intervento strutturato: qui trovi i servizi SEO che offriamo, con prezzi reali e senza vincoli annuali nascosti.

In sintesi

Un SEO check fai-da-te di 15 minuti non sostituisce un audit professionale, ma individua la maggior parte dei problemi evidenti: indicizzazione, velocità, title/description duplicati, link rotti e — ormai indispensabile nel 2026 — la prontezza del sito per essere citato dalle AI generative. Fallo prima di chiedere qualsiasi preventivo: cambia la conversazione e ti fa risparmiare tempo.

Vuoi il check fatto in automatico? Prova il tool di analisi SEO gratuita ora, oppure scrivimi se dopo il check preferisci un parere umano su cosa ha davvero priorità nel tuo caso.